Storia

Racchiudere le tante eccellenze artistiche (e non solo) del territorio modenese è impresa ardua.

Il nostro Agriturismo dista pochi km dal centro di Modena, incredibilmente bella con le sue chiese ricchissime, i palazzi sontuosi, musei straordinari.

Il suo Duomo è Patrimonio dell’Umanità UNESCO, un sigillo di enorme valore che ne riconosce l’indiscutibile pregio mondiale.

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Nel 1099, sotto la direzione di Lanfranco, artista mirabile e architetto straordinario, iniziano i lavori di costruzione di questo tempio, dedicato a S. Geminano patrono di Modena, per concludersi solo dopo circa ottantacinque anni.Si tratta della chiesa più importante di Modena ed è un vero e proprio capolavoro dello stile Romanico.

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A fianco dell’abside del Duomo, con i suoi 89,32 metri, si proietta verso l’alto la torre Ghirlandina, il simbolo della città di Modena. La Ghirlandina è stata battezzata dai modenesi con questo vezzeggiativo per il doppio giro di balaustre che incoronano la guglia, “leggiadre come ghirlande”.ghirlandinaModena_1

Edificata come torre campanaria del Duomo, la torre ha tuttavia rivestito fin dalle sue origini un’importante funzione civica: il suono delle sue campane scandiva i tempi della vita della città, segnalava l’apertura delle porte della cinta muraria e chiamava a raccolta la popolazione in situazioni di allarme e pericolo. Le sue possenti mura custodivano la cosiddetta “Sacrestia” del Comune, dove erano conservati i forzieri, gli atti pubblici e oggetti di alto valore simbolico come la celebre trecentesca “Secchia rapita” (ora qui esposta in copia). Questo vile e supremo oggetto di contesa tra modenesi e bolognesi nell’infuriare della storica battaglia di Zappolino (1325), è stato reso celebre dall’omonimo poema eroicomico di Alessandro Tassoni.

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Che dire poi del Palazzo Ducale,  primo Palazzo barocco d’Italia. Costruito a partire dal 1634 su progetto dell’architetto romano Bartolomeo Avanzini, il Palazzo ha ospitato per più di due secoli la Corte Estense. Oggi l’edificio è sede dell’Accademia Militare. Palazzo_ducale_notte_Modena

All’ interno il Museo Storico dell’Accademia Militare contiene armi e armature, memorie, cimeli e militari.

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Da visitare il Palazzo dei Musei, polo museale senza dubbio più importante della città: nelle sue sale si conservano opere di inestimabile valore e si snodano biblioteche, archivi e gallerie senza fine. Questo palazzo nasce come “Albergo dei Poveri”, progettato dall’architetto Pietro Termanini per incarico di Francesco III e terminato nel 1771. Dal 1884 la Galleria Estense ha trovato sistemazione qui.

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Da non dimenticare il Teatro Comunale Pavarotti, costruito nel 1841 e intitolato a Luciano Pavarrotti dopo la sua morte.

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Nel corso della sua storia ha conservato intatta la sua bellezza e grazie all’eccellenza acustica, al pregio e all’eleganza del manufatto, oggi è considerato uno dei più preziosi teatri italiani in grado di offrire annualmente uno dei cartelloni più ricchi della regione con le stagioni di lirica, di balletto e di concerti, dall’autunno alla primavera inoltrata.

Per maggiori informazioni visitate il sito www.visitmodena.it

Visita alla casa Museo di Luciano Pavarotti

Tappa obbligatoria per gli amanti del bel canto è senza dubbio la casa del maestro Luciano Pavarotti, trasformata in Casa Museo grazie all’allestimento di un percorso all’interno delle stanze che permetterà di conoscere l’uomo e l’artista.


La residenza terminata nel 2005 è il luogo in cui il Maestro insieme alla sua famiglia ha vissuto gli ultimi della sua vita.
Visitare la casa offrirà l’opportunità di scoprire Pavarotti alla luce più intima e calda delle sue stanze, di avvicinarsi garbatamente alla sua memoria scoprendo l’uomo di casa smessi i panni del grande artista.

La villa è collocata nell’area che egli aveva acquistato molti anni prima, a metà anni Ottanta. In quella stessa area Pavarotti ha coltivato la sua grande passione per i cavalli, costruendo scuderie ed aprendo una scuola di equitazione. Dal 1991, per ben 11 anni, Pavarotti ha ospitato nella sua tenuta una prestigiosa competizione di salto ostacoli (CSIO), cui hanno partecipato i più famosi show-jumper del circuito equestre internazionale.

 

 

La Casa è stata progettata seguendo scrupolosamente i dettami e le indicazioni che il Maestro stesso ha fornito agli architetti e tecnici che ne hanno seguito la costruzione. Molti dettagli sono stati realizzati a mano da artigiani (fabbri, falegnami, intagliatori, decoratori provenienti da tutto il Paese) che hanno creato prodotti unici seguendo i disegni del tenore.

 

 

 

 

 

Dove e quando
Casa Museo Luciano Pavarotti – Stradello Nava, 6 – Modena
Tel. 059 460778
Orari di apertura: tutti i giorni ore 10-18 – ultimo ingresso ore 17.00

Costo ingresso
Biglietto intero 8€ – biglietto ridotto 6€ (riduzioni: adulti con età superiore ai 65 anni e ragazzi dai 12 ai 18 anni) biglietto omaggio per bambini fino ai 12 anni. Il prezzo del biglietto è comprensivo di audioguida.
E’ possibile anche scaricare gratuitamente la app “Pavarotti” che guida nella visita della casa-museo.

Per saperne di più
www.casamuseolucianopavarotti.it
email: info@casamuseolucianopavarotti.it

Altra meta importante appena fuori Modena è Vignola, famosa al mondo per le sue ciliegie ma non solo.

ciliegi in fiore

 

 

Ricca di storia e testimonianze architettoniche di grande pregio, a cominciare dalla Rocca, Vignola ha dato i natali ad illustri personaggi storici come Jacopo Barozzi detto il Vignola e Ludovico Antonio Muratori.

 

 

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La Rocca di Vignola è forse per tutti i Vignolesi il simbolo più importante ed amato di identità culturale. Non si conosce con certezza l’anno di fondazione della Rocca, ma si può ragionevolmente supporre che sia stata edificata negli anni successivi alla fine della dinastia carolingia per fronteggiare le invasioni degli Ungari, quando, a difesa dei nuclei abitati, vennero innalzate torri e recinti fortificati. Nel corso del tempo assunse funzioni differenti, da fortezza militare divenne sontuosa dimora ricca di decorazioni ed affreschi, idonea ad accogliere la dinastia dei Contrari.

 

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Da visitare è anche il Palazzo Boncompagni. E’ un elegante palazzo rinascimentale quasi del tutto integro nella sua morfologia. Fu costruito negli anni 1560-67 circa, su ordine di Ercole Contrari il Vecchio (feudatario di Vignola), dal “magistro/muratore” Bartolomeo Tristano di Ferrara su progetto del grande architetto vignolese Jacopo Barozzi detto il Vignola; per questo iI palazzo è conosciuto anche come Palazzo Barozzi.

 

 

 

 

A pochi chilometri da Modena potrete visitare Carpi. carpi-piazzaPasseggiare nel centro storico di Carpi equivale a fare un viaggio indietro nel tempo, alla scoperta di bellezze storico-artistiche che sono patrimonio di tutti noi. Tra i maggiori edifici da visitare non può mancare la centrale Piazza dei Martiri, conosciuta come una delle più belle d’Italia e caratterizzata da un lungo portico adornato da 52 colonne e dai più importanti edifici storici della città;il maestoso edificio della Cattedrale dell’Assunta, che fu edificata a partire dal XVII secolo su progetto di Baldassare Peruzzi, e che conserva al suo interno capolavori dell’arte manierista;il Castello dei Pio, risultato dall’unione di più edifici di epoca medievale di proprietà dei Pio (alcune torri e fabbricati minori), che nel XVI secolo decisero di unirli in un unico, imponente palazzo;il Museo Civico “G. Ferrari”, ospitato nel Castello Pio, in cui si conservano opere di artisti rinascimentali attivi nel nord Italia, come Palma il giovane (XVI secolo) e Mattia preti (XVII secolo);la Chiesa di san Nicolò, di epoca manierista, che subì alcuni rifacimenti nel XIX secolo.

Nonantola è, senza dubbio, un’altra meta da inserire tra le visite immancabili del territorio modenese. Il territorio nonantolano è ampiamente conosciuto grazie anche alla sua famosa abbazia benedettina. Abbazia_di_nonantola,_interno,_02

Il monastero, fondato nel 752 e dedicato a San Silvestro nel 756, costituisce – insieme al Duomo di Modena – uno dei più significativi esempi di arte romanica in Europa. L’interno, solenne e austero nella sua semplicità, è ritmato da possenti pilastri che convergono verso l’altare maggiore dove sono custodite le reliquie di S. Silvestro I Papa.

 

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Mentre nella cripta, con certezza la più estesa tra quelle delle chiese romaniche europee, sono custodite all’interno dell’atare le reliquie del fondatore dell’abbazia, l’abate Sant’Anselmo, insieme a quelle di altri cinque santi: le vergini Fosca e Anseride, i martiri Senesio Teopompo, il Papa Adrian III.

Anche il centro storico di Nonantola conserva ancora numerosi segni e tesori del suo passato di colonia romana. Il nucleo centrale legato alla vita dell’antica comunità è segnato dalla Torre dei Modenesi o dell’Orologio, costruita nel 1261, quando Nonantola passò sotto il dominio del Comune di Modena.  A due passi dalla torre si incontra la Piazzetta del Pozzo, chiusa su tre lati da edifici che, dal 1400 al 1800, hanno ospitato la sede dell’antico Comune con la sala del Consiglio, la scuola, il forno e la salina dove si immagazzinava e si vendeva il sale.

Per gli amanti del vino non deve mancare una visita al museo privato della Cantina Gavioli dove, degustando i prodotti di questa azienda, verrete guidati alla scoperta delle tradizioni contadine. fonte www.visitnonantola.it

 

Sassuolo, è un’altra importante tappa da inserire nel percorso di scoperta del nostro territorio. L’origine del toponimo che dà il nome alla cittadina non è certo. Due sono le teorie storiche maggiormente accreditate: la prima fa riferimento all'”olio di sasso” (petrolio) che abbondava nella zona; la seconda è invece relativa all’ insediamento su un piccolo rialzo isolato, per l’appunto “Saxo -solo”.

E’ uno dei principali centri industriali dell’Emilia-Romagna, capoluogo del cosiddetto Comprensorio ceramico, di cui fa parte insieme ai comuni di Fiorano Modenese, Formigine e Maranello.

Tale complesso ha origini antiche e ha conosciuto una fortissima espansione dal dopoguerra, estendendosi lungo la valle del Secchia.

Il centro di Sassuolo conserva ancora alcuni interessanti testimonianze del suo passato di Comune e addirittura di piccola Signoria, prima sotto i Della Rosa, poi dai Pio di Carpi e dagli Estensi di Ferrara e Modena. La città è famosa in Italia e nel mondo per essere la capitale delle piastrelle di ceramica. Qui e nei comuni limitrofi sono presenti stabilimenti produttivi e di ricerca, tra i quali Marca Corona, la più antica ceramica di Sassuolo, la cui storia risale al 1741. Nonostante i Paesi in via di sviluppo stiano provando ad imitare la produzione ceramica sassolese, le aziende locali del settore sono ancora riconosciute come l’eccellenza, riuscendo con la ricerca a produrre materiali dal design raffinato e dalla qualità molto elevata.

 

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Palazzo Ducale: la sua storia, così come si presenta oggi nella sua veste più recente, inizia nel 1634 quando per volontà del duca Francesco I d’Este il più antico castello fu trasformato in luogo ufficiale di villeggiatura e di rappresentanza della corte.

 

 

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Il Palazzo, denominato anche “Delizia” per la sua architettura arricchita di fontane e circondata da spazi verdi, per la bellezza delle decorazioni nei suoi ambienti e per il felice inserimento nell’ampia vallata del Secchia, rappresenta un vero gioiello della cultura barocca dell’Italia settentrionale.

 

 

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Sarà possibile visitare le meravigliose stanze e i saloni di questo palazzo durante tutto l’anno come di seguito riportato:

  • dal 2 Gennaio a Pasqua e dalla seconda settimana di Novembre al 30 dicembre: lunedì chiuso, da martedì a domenica apertura per gruppi di minimo 15 persone, con obbligo di prenotazione
  • da Pasqua alla prima domenica di Novembre: lunedì chiuso, dal martedì al venerdì apertura tutti i giorni, con accompagnamento guidato sabato, domenica e festivi: apertura a libero accesso del pubblico.
  • La prima domenica di ogni mese, tutti i mesi dell’anno: apertura al pubblico a libero accesso con ingresso gratuito.

 

 

 

Terme della Salvarola: le antiche Terme della Salvarola, già conosciute in epoca romana, dispongono di tre tipi di acqua: solfuro-carbonica, salso-bromo-iodica, solfuro-bicaronato-magnesica.salvarola_2 Accanto alle tradizionali cure inalatorie, le Terme possono offrire un attrezzato reparto di fango-balneo-terapia, cure ginecologiche e idropiniche, mentre nel grande parco potrete usufruire degli innumerevoli servizi del grande centro BALNEA.

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fonte www.visitsassuolo.it

 

A pochi km dal nostro agriturismo sarà possibile visitare il Parco Archeologico della Terramara di Montale.

terramara_1Le Terramare erano villaggi dell’età del bronzo sorti in Emilia e nella zona centrale della Pianura Padana attorno alla metà del II millennio a.C. Gli insediamenti erano dotati di fortificazioni artificiali costituite da alti terrapieni rinforzati da palizzate in legno e circondate da fossati con acqua. Nel corso dell’800 la terra che formava le collinette venne utilizzata come concime; queste cave di terriccio si chiamarono terre “mare” o “marne”.

Il Parco Archeologico di Montale (23.000 mq.) comprende un’Area archeologica e un Museo all’aperto.
L’area archeologica è visitabile grazie ad una struttura coperta che permette di visitare gli scavi e “leggere” direttamente sul terreno le tracce di oltre quattro secoli di vita del villaggio.
In una zona attigua all’area archeologica, il Museo all’aperto propone una ricostruzione a grandezza naturale di una parte del villaggio, comprendente il fossato, il terrapieno con palizzate difensive, la porta di ingresso al villaggio e due grandi case ricostruite filologicamente grazie ai dati provenienti dagli scavi.

L’interno delle case è arredato con supellettili, vasellami, utensili, armi, copie perfette degli originali. terramara_4

 

Sarà possibile visitare il Parco da aprile a metà giugno e da metà settembre ad ottobre, tutte le domeniche e i giorni festivi, con  visite guidate agli scavi archeologici, dimostrazioni di antiche tecniche artigianali e laboratori per bambini e famiglie.

 

 

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CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI

Fusione del bronzo … e del cioccolato!
Domenica 2 aprile – ingresso gratuito
Il maestro cioccolatiere Stefano Donelli fonderà insieme ai bambini pugnali, spilloni e punte di freccia molto gustosi! (consigliato 3-13 anni)

Trama e ordito
Domenica 9 aprile
Dimostrazione: tessitura su telaio verticale a pesi
Laboratorio per sperimentare piccoli telai e antiche tecniche (consigliato 6-13 anni)

Le origini del trapano
Domenica 16 aprile
Dimostrazione: dal bulino al trapano ad archetto, dal volano alla manovella
Laboratorio per realizzare il proprio trapano con materiali naturali (consigliato 6-13 anni)

Archeologi per un giorno
Lunedì 17 aprile
Un laboratorio di scavo archeologico per scoprire insieme come si ricostruisce la Storia (consigliato 6-13 anni)

Gli ornamenti al tempo delle terramare
Domenica 23 aprile
Dimostrazione: materiali, tecniche di realizzazione e significati degli antichi monili
Laboratorio per creare pendagli e bracciali con perle di argilla e filo di rame (consigliato 3-13 anni)

Lavorazione della pelle
Martedì 25 aprile
Dimostrazione : dalla concia agli innumerevoli utilizzi della pelle animale
Laboratorio per realizzare piccoli contenitori in pelle (consigliato 6-13 anni)

Osso per osso, dente per dente!
Domenica 30 aprile
Dimostrazione: l’archeozoologa Elena Maini racconta la storia dell’alimentazione attraverso lo studio delle ossa animali
Laboratorio per riconoscere animali domestici e selvatici a partire da ossa, corna e denti

Scheggiare la selce
Lunedì 1 maggio
Dimostrazione : i reperti in selce delle terramare e le tecniche di produzione
Laboratorio per costruire una freccia con selce, legno e resina (consigliato 6-13 anni)

La metallurgia del bronzo
Domenica 7 maggio – ingresso gratuito
Dimostrazione : esperimenti di fusione e lavorazione di armi e utensili in bronzo
Laboratorio di sbalzo su lamina di rame per riprodurre antichi decori (consigliato 6-13 anni)

Fuoco e fiamme
Domenica 14 maggio
Dimostrazione : antiche tecniche per una magia senza tempo
Laboratorio per creare il proprio kit accendi-fuoco (consigliato 6-13 anni)

Nei loro panni
Domenica 21 maggio
Dimostrazione : abiti, accessori, cura della persona ai tempi delle terramare
Laboratorio creativo per piccoli stilisti (consigliato 3-13 anni)

Giallo alla Terramara di Montale – Apericena con delitto per adulti
Sabato 27 maggio
Il Parco si tinge di giallo. Chi risolverà un delitto ambientato nel villaggio di 3500 anni fa?
Ore 18.30 inizio del gioco
Ore 20.00 apericena al Circolo La Palafitta

Le piante raccontano
Domenica 28 maggio
Dimostrazione: pollini, semi, frutti per ricostruire il paesaggio delle terramare
Laboratorio alla ricerca delle piante di 3500 anni fa per realizzare un fantastico erbario! (consigliato 3-13 anni)
In collaborazione con Orto Botanico dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia

Archeologi per un giorno
Venerdì 2 giugno
Un laboratorio di scavo archeologico per scoprire insieme come si ricostruisce la Storia
Orari: 9.30, 11.15, 14.30, 16.15, 17.45 (consigliato 6-13 anni). Disponibilità fino a esaurimento posti. Si consiglia la prenotazione
L’arte del vasaio
Domenica 4 giugno – ingresso gratuito
Dimostrazione: dall’argilla alla ceramica, foggiatura e cottura di vasi delle terramare
Laboratorio per sperimentare la modellazione dell’argilla (consigliato 3-13 anni)

Costruire senza mattoni
Domenica 11 giugno
Dimostrazione: le architetture “ecosostenibili” delle terramare, tecniche e materiali
Laboratorio con rami, canne, frasche e argilla per costruire resistenti pareti e… guai a chi non si sporca le mani! (consigliato 6-13 anni)

info:
Telefono:059 203 3126 – 3101/ 059 532020
museo@parcomontale.it
http://www.parcomontale.it/it

 

A pochissimi km dal nostro agriturismo potrete visitare anche Formigine.

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Quarto comune della provincia di Modena per abitanti, Formigine si estende fino al distretto ceramico di Sassuolo. Il centro di Formigine stupisce per la maestosità del castello (1201), che si incastona armoniosamente nel contesto cittadino donandogli un sapore medievale. La rocca è il centro della vita culturale della città e custodisce i preziosi affreschi di uno dei più apprezzati artisti contemporanei: David Tremlett.

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Come accennato prima il Castello è il cuore del territorio formiginese. È il simbolo della comunità, il principale luogo della memoria collettiva. È anche il salotto cittadino, con numerose possibilità di fruizione. All’accoglienza dei visitatori è rivolto il punto informativo turistico dotato di bookshop, dove è possibile ricevere notizie sul monumento e sui percorsi di visita del territorio provinciale, del distretto e del circuito dei castelli di Modena, costituito da 17 complessi fortificati.

Rendono la permanenza nel Castello ancora più piacevole un ristorante e un’ enoteca, dove è possibile gustare le eccellenze enogastronomiche locali.

 

Sede storica del governo cittadino, la rocca conserva tuttora un ruolo istituzionale: al primo piano sono collocate la sala del Consiglio comunale e la sala per i matrimoni, mentre la torre di nord-est ospita spazi di rappresentanza.

Il Castello, per la sua centralità rispetto al territorio, è un importante centro culturale cittadino, che accoglie ogni anno numerosi eventi musicali, teatrali, incontri con gli autori, visite guidate, rievocazioni storiche ed ospita anche il Museo archeologico-multimediale che racconta le vicende storiche attraverso le installazioni multimediali di Studio Azzurro, noto centro di ricerca artistica milanese.

Formigine possiede anche un’anima verde: da secoli luogo eletto per i signori della città che venivano da queste parti a costruire le ville di campagna, il territorio si distingue anche oggi per la sua vocazione residenziale. Da queste parti è facile passeggiare fra viali alberati, pedalare fra viottoli e parchi rurali. Potrete passeggiare nel bellissimo Parco della Resistenza e, qui, ammirare i due maestosi esemplari di ginkgo biloba.

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Gli esemplari arborei sono quasi 500 e la flora è costituita da più di 60 specie, fra essenze autoctone ed essenze esotiche. La sezione storica del parco ospita maestosi faggi, pregiati esemplari di pini argentati, un cedro del Libano. Interessanti anche i numerosi esemplari di tasso e le siepi di bosso. Nel parco sono presenti specchi d’acqua all’interno dei quali si possono osservare numerose specie di fauna acquatica come cigni, anatre, tartarughe e pesci.

 

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All’interno del parco è possibile visitare anche una delle  numerose ville storiche che caratterizzano questo territorio: Villa Gandini, straordinario esempio di architettura neoclassica, immersa nel parco dedicato alla lotta della resistenza contro l’invasione nazifascista. Questa è una delle oltre 80 ville e dimore storiche diffuse nel territorio formiginese. Alcuni di questi edifici sono molto antichi, risalgono anche al XVI secolo.

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Un luogo di serenità e pace dove immergersi nella natura è l’oasi di Colombarone, un’importante zona umida di circa 50 ettari collocata sulle rive del fiume Secchia. Classificato come Sito di Importanza Comunitaria (SIC), l’oasi ospita una ricca avifauna che annovera germani reali, folaghe, gallinelle d’acqua, aironi cenerini, nitticore, garzette, svassi maggiori, tuffetti, e specie più rare come il tarabuso. Rilevante è la presenza della testuggine palustre, specie a rischio di estinzione e unica tartaruga d’acqua dolce autoctona nel territorio italiano. Rettili e anfibi sono parte integrante del patrimonio di biodiversità. Quest’oasi è punto d’accesso del Percorso Natura Secchia, un itinerario ciclo-pedonale che da Modena arriva a Castellarano (RE) per una lunghezza di 33 km.

 

Per gli amanti delle due ruote “ecologiche” è possibile scegliere fra numerosi percorsi naturalistici che vi porteranno alla scoperta di vere e proprie oasi di serenità immersi nel silenzio della natura. Si può iniziare con un itinerario breve, giusto per riscaldare le gambe: solo sette chilometri che vi porteranno tra ville storiche e vigne (Corlo e le antiche vie). Si continua con un altro breve giro ad anello che congiunge Formigine – Casinalbo e la Bertola (Casinalbo rail set e mèz). Per le gambe un pò più allenate si può optare per l’itinerario di Magreta e la Torre di Colombarone, percorso di media lunghezza che si sviluppa a ovest del territorio di Formigine lungo le tranquille strade della campagna magretese. E ancora, per gli sportivi più allenati, l’anello delle frazioni,una sorta di “granfondo cicloturistica” di quasi 40 chilometri per vedere, conoscere e apprezzare tutte le anime belle del territorio: Formigine, Corlo, Magreta, Colombarone, Casinalbo, Colombaro, Ubersetto. Ma che sconfina anche nei territori di Modena, Montale, Maranello…

 

Per le visite al Castello e al museo gli orari sono i seguenti:

Orari per i mesi di gennaio, febbraio e novembre   domenica 10.00-13.00

Da marzo a maggio   sabato e domenica 10.00-13.00 e 15.00-19.00

L’orario estivo (da metà giugno a metà agosto) è in via di definizione

Nei mesi di settembre, ottobre e dicembre   sabato e domenica 10.00-13.00 e 15.00-19.00

Aperture straordinarie   1 gennaio, 6 gennaio 15.00-18.30      25 aprile, Lunedì dell’Angelo, 2 giugno 15.00-19.00

Aperture infrasettimanali

Per visite guidate nei giorni infrasettimanali e nei periodi di chiusura è possibile prenotare telefonicamente. Nei giorni infrasettimanali, per gruppi inferiori alle 15 unità, è previsto un supplemento di 25,00 € in aggiunta al biglietto d’ingresso. Il parco del Castello è aperto tutti i giorni tranne il lunedì.

COSTI E SERVIZI

Biglietti

Intero: 4,00 euro.

Ridotto: 3,00 euro per aderenti FAI, Italia Nostra e Touring Club ed altre associazioni di promozione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale, cittadini di età inferiore ai 18 anni e di età superiore ai 65 anni, gruppi di almeno 20 persone, possessori di Young Card, possessori della Carta Doc, scuole extraterritoriali.

Ridotto: 2,00 euro per le scuole del territorio comunale (Capoluogo e Frazioni).

Ridotto: 1,00 euro per le scuole materne del territorio comunale (Capoluogo e Frazioni).

Ingresso gratuito: Guide turistiche e interpreti (nell’esercizio della propria attività professionale), accompagnatori (max due per gruppo), personale del Ministero per i Beni e le Attività culturali, giornalisti (nell’esercizio della propria attività professionale), disabili e un accompagnatore, studenti universitari regolarmente iscritti, bambini fino a 12 anni (per le famiglie), cittadini residenti che accompagnano visitatori non residenti in Formigine.

La “Penna Magica”

Presso la reception del Museo è disponibile la “Penna Magica“, un’audioguida semplice e intuitiva che conduce i visitatori in un percorso divertente per tutta la famiglia. Il servizio è disponibile per adulti (anche in inglese) e bambini ed è compreso nel biglietto d’ingresso. In caso d’ingresso gratuito al museo il costo è di 2 euro.

fonte www.visitformigine.it

 

Anche il piccolo borgo di Castelvetro merita certamente di essere visitato.

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Il profilo del centro storico (detto anche Castello), caratterizzato da suggestive torri e campanili che si stagliano sulle rigogliose colline circostanti, accoglie chi giunge a Castelvetro in lontananza. Il borgo, anticamente circondato da mura, ha mantenuto una forma raccolta che custodisce, come uno scrigno, tesori di rara bellezza.

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Senza dubbio il cuore pulsante del paese è la Piazza Roma, dalla quale si gode una vista straordinaria sulla pianura sottostante. Segno inconfondibile e motivo di orgoglio per tutti i castelvetresi è la pavimentazione a lastre bianche e nere che formano la singolare scacchiera; questa particolarità fa sì che Piazza Roma sia conosciuta anche come “Piazza della Dama” e venga utilizzata (negli anni pari) come base di gioco per una seguitissima partita di dama vivente. La Torre dell’orologio domina la piazza ed è, insieme ad essa, uno dei simboli di questo piccolo borgo.

 

 

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A seguire è possibile visitare anche il Castello di Levizzano. Levizzano Rangone è una frazione del comune di Castelvetro situata tra dolci colline e pendii a circa 4 km dal capoluogo. Attrazione culturale principale del piccolo borgo è, appunto, il Castello; fortificazione eretta come baluardo difensivo contro gli Ungari e concesso, successivamente, dal vescovo di Modena al marchese Bonifacio di Toscana, padre della celeberrima Matilde di Canossa. 

 

Gli ultimi importanti lavori di restauro, terminati nel 2007, hanno consentito di recuperare un edificio di valenza storica culturale enorme, rendendolo perfettamente funzionale a mostre, attività culturali, convegni edattività di ristorazione.

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….uno scorcio della piazza Roma con la tipica pavimentazione a scacchiera


 

 

 

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……un altro angolo del piccolo borgo…..

 

 

 

 

 

Ai piedi del castello si estende il Campo San Rocco, un ex Cimitero Napoleonico edificato nei primi decenni dell’Ottocento in obbedienza ad una legge napoleonica che imponeva di posizionare i cimiteri al fuori delle mura del Castello.

Castello Levizzano e cimitero

 

 

Recentemente ristrutturato, è un raro esempio nel suo genere e conserva tutt’ora una successione di archi, che corrono intorno a tutto il perimetro. Al centro dello spazio c’è una piccola cappella, tuttavia il Campo non svolge più la funzione di cimitero ma è una cornice suggestiva per concerti ed altre manifestazioni.

fonte www.visitcastelvetro.it

 

 

 

Gastronomia

Non sono molte le province italiane a poter vantare dieci dop e nove igp. Ma non sono solo i numeri a fare del Modenese un territorio da record: tanto la varietà delle produzioni quanto la loro fama mondiale rappresentano un unicum nel nostro Paese. Basti pensare al parmigiano reggiano, all’aceto balsamico, al lambrusco, nomi conosciuti dalla Cina all’America: un “miracolo” che parte da un piccolo fazzoletto di campagna emiliana. Partiamo dalla cultura del maiale, tratto d’identità della comunità modenese. Cotechino, zampone, prosciutto: per raccontare la loro storia, una grande azienda di Castelnuovo Rangone, la Villani, nata nel 1886, ha appena inaugurato un Museo della salumeria, dove si celebra l’arte del sapere e del saper fare. Tra video e installazioni, si percepisce quanto sia forte il legame con la terra, quanto l’orgoglio della comunità passi attraverso il rispetto della tradizione.

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Un sentimento ancor più tangibile nel Museo del balsamico tradizionale di Spilamberto. «Si è a metà tra scienza e magia»; ed è vero, perché non basta un mosto d’uva cotto e maturato, per fare un buon aceto balsamico tradizionale, ma ci vogliono le botti giuste, i tempi di travaso calibrati al secondo, una pazienza che sovente trascende le generazioni – sembra quasi che il protagonista, insieme alla perizia umana, sia il tempo con la T maiuscola, in un’accezione quasi “geologica”.

 

 

L’ Acetaia di Giorgio, vecchia residenza dei 14 fratelli Barbieri, conserva sotto il suo antico tetto nel cuore di Modena tutto il fascino e la seduzione di riti antichissimi e di una tradizione acetaia di Giorgio_4vecchia di secoli.

 

Dall’esclusivo uso familiare di un tempo, oggi Giorgio, Giovanna e Carlotta Barbieri hanno esteso questo delizioso piacere a chi desidera gustare l’ineguagliabile sapore del migliore Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.

 

 

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Anche la storia del lambrusco si perde nella notte dei tempi, pur se negli ultimi decenni l’immagine del vino rosso frizzante si era un po’ appannata, sconfitta dalla logica dei grandi volumi. «Oggi possiamo vantare tutti i riconoscimenti più importanti» spiegano i Chiarli, famiglia produttrice dal 1860; provate il lambrusco di Sorbara e concorderete con gli esperti.

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Per gli amanti del Parmigiano Reggiano non può certo mancare una visita all’azienda agricola della ben nota famiglia Panini, Hombre. L’azienda nasce e si sviluppa nei primi anni ottanta partendo da un gruppo di stalle e circa ottanta ettari di terreno. In breve tempo l’azienda si sviluppa trasformandosi da semplice attività “part-time” in una realtà imprenditoriale “full-time”.

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Con il tempo l’azienda si è evoluta verso una miglioramento qualitativo scegliendo, agli inizi del ’94, la via dell’agricoltura biologica e ottenendo, nel 2003, la Certificazione “organic” dal Dipartimento dell’Agricoltura Americano.

 

Se durante il vostro soggiorno desiderate far vostri i segreti della nostra tradizione gastronomica è possibile partecipare a delle interessanti lezioni di cucina il lunedì mattina presso l’agriturismo, anche in inglese!!!

 

 

Motori

Lo spirito imprenditoriale, la passione per la meccanica e il mito della velocità sono gli ingredienti della vocazione motoristica grazie alla quale Modena è stata battezzata “Terra dei motori”. Il patrimonio industriale e culturale motoristico del territorio modenese vanta nomi quali Ferrari, Maserati, Pagani Automobili, De Tomaso, Bugatti. museo Ferrari Maranello

 

Il percorso alla scoperta del mondo delle automobili è un viaggio alla scoperta di gallerie, raccolte e collezioni visitabili.

 

 

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Un percorso che soddisfa tutti: dagli appassionati agli intenditori, sino a chi, pur non essendo un esperto del settore, voglia immergersi in un mondo di fuoriserie, modelli di auto storiche consegnati al mito dei motori, corse e campionati, velocità, emozioni.

 

Di eccezionale interesse il nuovo Museo Enzo Ferrari a Modena, meravigliosa opera di architettura contemporanea, disegnata dallo studio Future Systems di Londra: comunica la vocazione motoristica del nostro territorio e la storia del grande costruttore modenese, con suggestivi allestimenti e mostre tematiche.

 

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Accanto a questo complesso edilizio si affianca, nell’officina perfettamente restaurata, dove lavorava il padre di Enzo, il Museo dei Motori Ferrari. Sono inoltre visitabili anche alcune stanze della casa dove Enzo nacque nel 1898.
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A soli 16 chilometri da Modena, a Maranello, accanto allo storico stabilimento della Ferrari, troverete il Museo Ferrari di Maranello, visitato ogni anno da oltre 200mila appassionati provenienti da ogni parte del mondo;

 

 

 

Museo Maserati

 

se invece siete appassionati di Maserati allora non potrà mancare una visita al Museo dell’auto e moto d’epoca Umberto Panini in località Cittanova, una delle più belle collezioni da ammirare.

 

 

 

 

 

Poco distante da Modena, a Sant’Agata Bolognese, è possibile visitare anche il museo della Lamborghini che ripercorre nei minimi dettagli tutta la storia del Toro.

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museo Lamborghini

 

Per gli appassionati delle due ruote è impossibile non programmare una tappa, a Borgo Panigale, per una visita alla fabbrica e al museo della Ducati.

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